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Bacheca dei lettori – Qualcosa che non scordi

Abbiamo partecipato 3 volte al Maggio dei Libri 

con la nostra iniziativa ‘Qualcosa che non scordi’

 

E’ un invito a condividere ciò che ci dice qualcosa, e  ci  resta in mente , dopo la lettura di un libro , in parole o immagini . Un invito a leggere e a ri-leggere .  Vi proponiamo di  portarci   una frase, una citazione, una illustrazione tratta da un libro ‘indimenticabile’.

Le citazioni raccolte durante il ‘maggio dei libri’ vengono pubblicate sul sito , in questa  ‘Bacheca dei lettori’

 Nel periodo del Maggio dei Libri, chiunque acquisti un libro presso la nostra libreria verrà invitato a portarci o a inviarci la sua ‘ frase indimenticabile ‘ che andrà ad arricchire la nostra bacheca dei lettori. 

Partecipare non costa nulla e garantisce uno sconto del 10% sul successivo acquisto di libri ( non scolastici)  fino alla fine dell’anno . 

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Ecco le frasi che i nostri lettori ci hanno portato durante  l’iniziativa ‘Qualcosa che non scordi’ 2016, 2014, 2012, partecipando al Maggio dei libri . Grazie a tutti per la partecipazione !

 

1. Riempiono la testa di parole, ignorando la saggezza del silenzio.
( Anonimo)

2. Tutte le famiglie felici si assomigliano fra loro, ogni famiglia infelice è infelice a suo modo.
Lev Tolstoij, incipit di Anna Karenina

3. Senza di te non posso sopravvivere, perchè io amo il tuo amore!
 Samantha Casella, Il talento del male

4. Quanno riattaccò, calcolò che le farfantare che le aviva contato erano state almeno ‘na decina. Potiva continuari accussì? No , non potiva. Ad ogni farfantaria che diciva si sintiva materialmente allordari,tanto che ora aviva l’assoluto bisogno d’annarisi a mettiri sutta alla doccia.Che bell’esempio d’uomo che era! Da ‘na tpart, con tutto che Marian  l’aviva tirato con l’argani,era stato totalmenti  ‘ncapaci di dirle che non sulo la disidirava, ma sintiva d’amarla e, dall’autra parti, gli ammancava il coraggio di parlari chiaramenti e onestamenti a Livia per dirle che sintiva di non amarla cchiu’.
Andrea Camilleri, Una lama di luce

5. Il giorno che l’ avrebbero ucciso, ,Santago Nasar  s alzò alle 5 e 30 del mattino per andare ad aspettare il battello con cui arrivava il vescovo.Aveva sognato di attraversare un bosco di higuerones sotto una pioggerella tenera, e per un istante fu felice  dentro il sogno, ,ma al risveglio  si sentì inzaccherato da capo a piedi di cacca d’uccelli. Gabriel Garcia Marquez, incipit di  Cronaca di una morte annunciata

6. Ogni essere superiore a me stesso, sia Dio o Uomo, indebolisce il sentimento della mia unicità, se io fondo la mia causa su di me, l’Unico, essa poggia sull’effimero, mortale creazione di sè, e io posso dire:  ho fondato la mia causa sul nulla.
 Max Stirner, .’L’unico e la sua proprietà

7.  Diventare. Era un verbo che mi aveva sempre ossessionata,ma me ne accorsi per la prima volta solo in quella circostanza. Io volevo diventare, anche se non avevo mai saputo cosa,.Ed ero diventata, questo era certo, ma senza un oggetto, senza una vera passione,senza un’ambizione determinata. Ero voluta diventare qualcosa – ecco il punto – solo perché temevo che Lila diventasse chissà chi e io restassi indietro. Il mio diventare era diventare dentro la sua scia. Dovevo ricominciare a diventare, ma per me, da adulta, fuori di lei.
Elena Ferrante, Storia di chi fugge di chi resta

8. Come la marionetta,i cui fili erano sfuggiti per un attimo al burattinaio, rivive dopo una morte breve e rigida e riprende ad agire nella commedia e a danzare, così io trascinato da quel filo magico mi buttai nella calca con nuovo zelo e con slancio elastico, mentre un momento prima ne ero fuggito stanco, vecchio e svogliato, Nessun peccatore ha mai avuto tanta fretta di arrivare all’inferno.
 Herman Hesse, Il lupo della steppa

9. Il deserto entra ed esce dai miei pensieri. L’associazione fra deserto e autismo è immediata. La scarsità di relazioni,l’apparente monotonia. Il silenzio. L’essenzialità.La vita che si fa strada sgomitando, distante dall ‘  esplosione delle foreste, infilata fra la sabbia, dentro le fessure delle rocce, che non disdegna mimetismi, adattamenti estremi, che accetta di perdere parti di sè pur di esistere.
Fluvio Ervas, Se ti abbraccio non avere paura

10. Stirò il suo giovane corpo
 Franz Kafka, La metamorfosi 

11 . L’ inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n’è uno, è quello che è già qui, l’inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l’inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all’inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio.
Italo Calvino, Le città invisibili.

12 .
Allora il giudice, accennando Pinocchio ai gendarmi, disse loro:
-Quel povero diavolo è stato derubato di quattro monete d’oro : pigliatelo dunque e mettetelo subito in prigione’
Carlo Collodi, Le avventure diPinocchio.

13 .
Il sonno, caro Chevalley, il sonno è ciò che i Siciliani vogliono, ed essi odieranno sempre chi li vorrà svegliare, sia pure per portar loro i più bei regali; e, sia detto fra noi, ho i miei forti dubbi che il nuovo regno abbia molti regali per noi nel bagaglio. Tutte le manifestazioni siciliane sono manifestazioni oniriche, anche le più violente ‘
Giuseppe Tomasi di Lampedusa- Il Gattopardo

14 .
-Come si chiama tuo padre ?
-Geppetto.
-E che mestiere fa?
-Il povero.
Carlo Collodi, le Avventure di Pinocchio

15 .
-A loro non l’hai ancora raccontato ?
-No-disse Nemecsek.
Gl altri domandarono tutti insieme:
-Che cosa?
Csonakos rispose invece del biondino:
-Ieri al Museo i fratelli Pasztor fecero l’einstand !
Bisogna sapere che einstand è un parola speciale per  i ragazzi di Budapest.Quando un ragazzo piu’ forte vede giocare altri ragazzi piu’ deboli alle palline e vuole togliergliele , dice ‘ einstand’ . La brutta parola tedesca indica che il ragazzo piu’ forte dichiara le palline bottino di guerra e che , contro chi osasse resistere, userebbe la violenza. L’ einstand è dunque un ultimatum, e nello stesso tempo l’espressione breve ma sostanziosa del diritto del piu’ forte.
(….) –
Inaudito !, disse Gereb indignatissimo.
Ferenc Molnar, I ragazzi della via Pal, traduzione di Anna Garras

16 .
Nebbia.
La nebbia avanza
su zampe di gattino,
si accuccia silenziosa ad osservare
il porto e la città
e poi se ne va.

Carl Sanders in “Rootabaga”.

17 .
“Cast a cold eye on life, on death, horseman, pass by”
( getta uno sguardo freddo sulla vita ,sulla morte,  cavaliere, e prosegui il tuo cammino)

William Butler Yeats, Under Ben Bulben, Last Poems ,1939
questo verso è anche l’epitaffio sulla sua tomba.

18 .
I vecchi credono a tutto; gli uomini di mezza età sospettano di tutto; i giovani sanno tutto.
Oscar Wilde, Frasi e filosofie a uso dei giovani
 

19 .
Quando Marco Polo scrisse dalla Cina per gli italiani, disse loro che vi si trovavano pietre che ardevano e vetturini. Ma non si ricordò della stampa.
Se domani ci spedissero cinquant’anni nel futuro, molti ne riporterebbero il nostro passato.
V.Sklovskij, Majakovskij, Il saggiatore,  trad. M.Olsufieva.

20.

Solo sognando e restando fedeli ai sogni riusciremo a essere migliori, e se noi saremo migliori, sarà migliore il mondo.
Luis Sépulveda, Storie ribelli

21.

Un anno di vita è sempre qualcosa di compiuto. Accadono spesso fatti negativi che mai si ripeteranno uguali. Ma, nel corso della nostra esistenza, quegli stessi fatti che ci hanno ferito, o solo fatto un po’ soffrire, potranno tornare a ripetersi sotto altre forme, in altre situazioni, e se la prima volta abbiamo saputo affrontarli , ci faranno soffrire di meno.
Louise May Alcott, Piccole Donne

 

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